Siamo in quella parte della Basilicata stretta tra la Campania e la Calabria, che pochi chilometri piu’ in giu’ si affaccia con Maratea sul mar Tirreno.
Dal paese si scorge la cima del Pollino, il principale gruppo montuoso dell’appennino Calabro-Lucano, mentre di fronte si erge il monte Sirino ( 1.907 metri) e piu’ vicino, il Coccovello ( 1.505 metri), il monte di Rivello, coperto di ulivi, querce, faggi e castagni. Il mare, in linea d’aria, e’ subito dietro questi monti.

Alle spalle scorre il Fiume Noce.

Nell’attuale borgo ci sono ben 23 chiese.
Non ci sono strade ma innumerevoli gradinate a collegare le tre anime del piccolo borgo lucano arroccato a 500 metri d’altezza . Un “ nido d’aquila”, a lungo conteso tra longobardi e bizantini , che offre tesori d’arte e vedute spettacolari.
Il paese comprende il capoluogo e numerose contrade. Il centro abitato, con le case dai tetti rossi addossate l’una all’altra in modo ininterrotto, assomiglia ad una persona giacente su un letto ondulato.
Il visitatore che arriva a Rivello potra’ godere di un ambiente naturale, tranquillo e ameno, ma potra’ anche arrichirsi culturalmente scoprendo le bellezze artistiche e architettoniche presenti sul territorio.

Tra le tante cose interessanti da vedere si segnala nella parte orientale del paese il complesso monumentale, ora ex convento, dedicato a Sant’Antonio di Padova, che risale al 1515, con il suo chiostro a pianta quadrata abbellito da ventiquattro colonne in pietra con al centro un elegante pozzo in stile spagnolo del 1614, il portone di accesso alla chiesa, l’organo settecentesco e soprattutto il bellissimo coro ligneo con pannelli che illustrano le tipiche attivita’ artigianali dell’antico borgo.

Le pareti e le volte a crociera del chiostro e del pronao sono affrescate con episodi del vecchio e del nuovo testamento. Nella sala del refettorio e’ presente un grandioso affresco di Giovanni Todisco raffigurante l’ ultima cena con la tavola imbandita di prodotti locali.
